Marinetti e la storia della cultura italiana, che posto gli dà Pablo Echaurren?

“Il primissimo posto. E’ lui l’iniziatore di ogni rivolta contro il preconcetto in arte e non solo in arte. A mio avviso Marinetti è il più grande artista del ‘900. A tutto tondo. A Marinetti si deve lo svecchiamento della cultura e l’anticipazione di molte forme espressive. Le sue tavole parolibere sono ancora insuperate in quanto a modernità. I suoi programmi sono una miniera da scavare e in cui trovare gemme da sfruttare, non solo ammirare. Eppure Marinetti è il grande rimosso. Si celebra il centenario del futurismo con manifestazioni tutte incentrate sulla pittura. Manifestazioni che finiscono per mettere in ombra la figura del fondatore, Marinetti appunto”. 

“Quando la Francia celebrerà il centenario del surrealismo nessuno dubita che il fulcro sarà André Breton. Non c’è avanguardia che non abbia risentito della sua influenza, salvo fingere di ignorarla. Ma questo è il vizio intrinseco di ogni movimento artistico, uccidere e divorare il proprio padre. Se Marinetti fosse nato negli Stati Uniti oggi sarebbe un gigante da cui non poter prescindere. Da noi non c’è uno straccio di museo che ne conservi le spoglie artistiche. Anzi tutte le sue carte sono da tempo emigrate nelle istituzioni americane che sanno bene come organizzarle e metterle al servizio della comunità degli studiosi. In Italia sarebbero rimaste neglette e accantonate nelle soffitte dei sodali”.