“Di quest’ultimo quello che mi aveva colpito maggiormente, oltre all’atmosfera straordinario di quel luogo, alla sua magica immobilita’ sulla quale non staro’ a dilungarmi, era stato il racconto del mio accompagnatore, il signor Zucchini, curatore dell’Archivio della famiglia Morandi, che riguardava in particolare la disperazione e lo sconforto di Giorgio Morandi, quando vide sorgere, proprio di fronte alla finestra del suo studio, un enorme condominio stile anni sessanta, balconcini, tapparelle e relativo intonaco giallino. La grandezza del palazzo unita al suo colore avevano determinato un’ alterazione sulla quantita’ e la qualita’ della luce all’interno dello studio, di tali proporzioni, che Morandi fu costretto a costruire delle strutture in tela che, opportunamente orientate, ristabilivano una accettabile luminosita’ per gli oggetti allineati davanti al muro dello studio, pronti per essere dipinti. Questo congegno chiamato da Morandi "velatino” ridava alle sue nature morte quello che la mutazione della citta’ aveva loro tolto, la luce rianimava di nuovo gli oggetti.“

da ”Una luce sul muro“ di Luigi Ghirri

“Come se, miniaturizzati, potessimo per incanto entrare in una macchina fotografica. Da più di quattrocento anni, questa foto-telecamera primordiale ripete al sorgere del sole questo miracolo: osservare nell’immagine come la luce che gradualmente si stende sul piazzale disegna i contorni, accende i colori, le cose, le persone fino alle nuvole in cielo appena dietro alle case di Fontanellato…”

tratto da “Niente di antico sotto il sole. Scritti e immagini per una autobiografia” di Luigi Ghirri

La Camera Ottica della Rocca di Fontanellato: ancora oggi funziona ed è visitabile Un raffinato gioco di società per i nobili dell’Ottocento tra prismi e schermi concavi. Nel buio del torrione va in scena il mondo in tempo reale. Il regista Bernardo Bertolucci vi ha girato alcune sequenze del film “Prima della Rivoluzione”. Luigi Ghirri, uno dei più grandi fotografi italiani prematuramente scomparso, ne rimase profondamente impressionato. La suggestiva Camera Ottica del Castello di Fontanellato continua a stupire e incantare grandi e piccini, artisti di passaggio e turisti. Tutti ne restano profondamente affascinati, anche perché il torrione della Rocca ospita l’unica camera ottica plurisecolare, ancora oggi funzionante. (via notizie.parma | Archivio | La Camera Ottica della Rocca di Fontanellato: ancora oggi funziona ed è visitabile)

Nel novembre 1989, da un incontro fortuito ma foriero di sviluppi tra Luigi Ghirri e Carlo Zucchini, garante della donazione Morandi al Comune di Bologna, prende vita uno straordinario progetto artistico, che sarà compiuto e portato a termine tra il febbraio e l’estate dell’anno successivo: in quei mesi, il fotografo reggiano realizza infatti più di 400 scatti negli atelier di Giorgio Morandi, a Bologna (il noto studio-camera da letto di via Fondazza, che sarà di lì a breve sgomberato definitivamente) e a Grizzana, sulle colline bolognesi, dove il pittore trascorreva i mesi estivi.

Atelier Morandi di Luigi Ghirri (nuova edizione) con un saggio di Giorgio Messori Nel 1990 il grande fotografo Luigi Ghirri era andato a visitare con lo scrittore Giorgio Messori i luoghi dove il pittore Giorgio Morandi aveva vissuto e lavorato: le due case di Bologna, in cui abitava con la madre e le sorelle, e di Grizzana, dove trascorreva i mesi estivi.Le foto di Ghirri ci permettono di entrare non solo nel laboratorio artigianale, ma anche nello spazio mentale dell’artista, seguendone l’avventura spirituale, evocata attraverso gli spazi e i luoghi che ne hanno accompagnato l’esistenza. (via Casa Editrice Palomar)

Il profilo delle nuvole. Immagini di un paesaggio italiano. (via Fotografia Nadir – Il profilo delle nuvole. Immagini di un paesaggio italiano)

Erano i primi anni Ottanta.

Un folto gruppo di fotografi – più uno scrittore – si aggirava per la penisola, mosso da un intento comune: scomporre il volto d’Italia attraverso una miriade di scatti che cogliessero il paese nella sua lirica essenzialità, senza niente concedere alla spettacolarizzazione e al sensazionalismo che guidava la fotografia in quegli anni (invischiata tra due dispotici fronti: asservimento alla cronaca, da una parte; sperimentazione tecnica a tutti i costi, dall’altra).

Il progetto che li univa si chiamava Viaggio in Italia; il loro nume tutelare (nonché ideatore del tutto), Luigi Ghirri.