DADA

Nato a Zurigo nel 1916, principalmente ad opera di Tristan Tzara, Hugo Ball, Hans Arp, il dadaismo ha dato impulso nuovo e originale a quelle avanguardie che erano sorte sulle orme del futurismo.

Anti-arte, anti-filosofia, anti-estetica, anti-tutto, il dadaismo, pur essendo “contro”, produsse capolavori ancora insuperati, pur negando l’arte determino’ un nuovo mondo di intendere l’arte.

Dall’elogio del caso fino ai baffi messi alla Gioconda o all’orinatoio trasformato in scultura, Dada ha praticato la follia come forma superiore di saggezza, affermando la necessita’ di diffondere l’idiozia dappertutto.

New typography is defined as a rejection of classical rules of typography and symmetry. Lissitzky traced the roots of New Typography back to Marinetti’s futurist poetry, in an essay he wrote in 1927. Lissitzky’s typography was the first forma; application to this new approach of type – sans serif letterforms, with a limited range of color, and geometric forms. Lissitzky is given credit as being the first to absorb the lessons of the modern art movements and successfully apply them to communications. Moholy-Nagy adapted Lissitzky’s basic ideas and applied them to the Bauhaus course. (via History/New Typography)

A fine gennaio 1909 Marinetti manda il Manifesto ai principali giornali italiani. La «Gazzetta dell’Emilia» di Bologna lo pubblica il 5 febbraio[1]. Il 20 febbraio il Manifesto venne pubblicato sulla prima pagina del più prestigioso quotidiano francese, Le Figaro (pare che Marinetti sia riuscito a farlo pubblicare grazie all’interessamento di un vecchio amico egiziano del padre, azionista del quotidiano), conferendo al progetto marinettiano una risonanza europea.

Futurismo: a Bologna il Manifesto
Il 5 febbraio 1909 esce sulla «Gazzetta dell’ Emilia», il 20 su «Le Figaro»

Forse sarebbe il caso di aggiornare i manuali d’ arte e di letteratura. Il Futurismo? Fondato da Marinetti, con il Manifesto pubblicato a Parigi sulla prima pagina de Le Figaro il 20 febbraio 1909, si legge. In realtà le cose stanno diversamente. Il primo quotidiano su cui esce il Manifesto non è Le Figaro ma, 15 giorni prima, la Gazzetta dell’ Emilia di Bologna.

Fortunato Depero – Depero Futurista. Dinamo Azari (Libro imbullonato) 1927

Il volume noto come “libro imbullonato” fu progettato da Fortunato Depero, nel 1927, per promuovere la propria attività e quella della casa editrice Dinamo Azari. Si tratta di una pubblicazione composta da 234 pagine, con copertina fustellata e chiusura realizzata con bulloni in alluminio. Nell’ambizioso progetto originale era stata prevista una tiratura di 2000 copie, tiratura che non fu possibile realizzare, a causa degli altissimi costi di produzione.

La parte che richiese il maggior tempo di elaborazione fu quella relativa al frontespizio, dove si rendeva necessario un equilibrio grafico difficile da trovare tra il titolo del libro Depero futurista e l’editore Dinamo Azari, che, secondo gli accordi, doveva comparire con ugual peso nella grafica di copertina. 

Poesie pubblicitarie ed esempi di onomalingua, furono inseriti da Depero in questo libro macchina, rilegato con due bulloni metallici e relativi dadi e copiglie, per suggerire al fruitore un possibile smontaggio a proprio piacimento.
I bulloni, progettati prima in legno, per le edizioni cartonate, e in alluminio solo per quelle con la copertina in acciaio, furono infine realizzati tutti in alluminio. Del volume fu fatta un’edizione speciale con copertina metallica, destinata a importanti personalità tra cui, persino Marinetti e Mussolini.

Con il “Libro imbullonato Depero”, riuscì a realizzare ciò che si era proposto fermamente: fare di questa pubblicazione un manifesto ideologico del Futurismo. Come lui ricordava: “Il libro deve essere l’impressione futurista del nostro pensiero futurista”.