Károly Kincses
FOTOGRAFI
MADE IN HUNGARY
quelli che sono andati via
quelli che sono rimasti

Federico Motta Editore
Milano 1998
319 pp.22×28 cm
315 ill. b/n.
ISBN 88-7179-156-8

L’Ungheria è un paese che può vantare di esssere il più grande esportatore di fotografi di fama mondiale. Qui sono nati e cresciuti André Kertész, Lászlo Moholy-Nagy, Brassaï, Martin Munkácsi, i fratelli Robert e Cornell Capa, György Kepes, Stefan Lóránt, Ferenc Berkó, il Premio Nobel Miklós Muray, inventore dell’olografia, Dénes Gábor… e tanti altri ancora, come Egitta Carell, fotografa ufficiale di Mussolini, Ylla, uno dei più grandi fotografi di animali, Almásy, Aigner, Suzanne Szasz, le sue fotografie di bambini erano accompagnate da testi di Benjamin Spock. E poi ancora Etelka Görög, prima donna fotografa nei territori selvaggi dell’Amazzonia ma anche in austria durante la rivoluzione del 1956, Eva Besnyö, la miglior fotografa del movimento femminista e ancora allievi e maestri del Bauhaus, fondatori di famose agenzie fotografiche e case editrici . Difficilmente altre nazioni hanno prodotto tanti talenti in un’unica arte, maestri che hanno dovuto emigrare per poter diventare famosi, mentre quelli rimasti in patria non hanno potuto raggiungere una notorietà internazionale anche se non di minor qualità o con peggiori scuole a disposizione. Molti dunque sono le motivazione che Károly Kincses va ricercando in questo libro, analizzando la storia, la geografia, la psicologia e la sociologia di un paese che, solo tra il 1920 e il l 1956, ha prodotto i più grandi maestri della storia della fotografia, senza però saperli valorizzare in patria. .Il volume dopo una prima analisi storica generale del fenome, analizza i vari personaggi tracciandone una biografia ragionata e suddifidendoli in due gruppi: quelli che sono emigradi dall’Hungheria come André Kertész, Brassaï, Martin Munkacsi, Laszlo Moholy-Nagy, György Kepes, Robert Capa, Cornell Capa, Stefan Lorant e altri; e quelli rimasti in Ungheria: József Pécsi, Rudolf Balogh, Károly Escher, Nándor Bárány, Angelo, Dénes Rónai, Olga Máté, Kata Kálmán, Judit Kárász, István Kerny e altri.
Il volume è statato pubblicato in occasione della mostra “Made in Hungary”, a cura di Károly Kincses e Paola Bergna, tenutasi, in collaborazione con l’Hungarian Museum of Photography, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano dal 2 luglio al 26 settembre 1999 (R.M.)